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I Dadi Racconta-Storie: cinque dadi per parlare, raccontare e riflettere
Cinque dadi in tre dimensioni con le facce da comporre: si lanciano, si legge la faccia uscita e si racconta. Con Ascolta e dettatura vocale.
Il Dado dell'Estate, il racconto di esperienze
Spunti per raccontare momenti vissuti: si parte dalla faccia uscita e si costruisce un piccolo racconto personale.
Il Dado delle Emozioni, l'educazione emotiva
Riconoscere e nominare le emozioni, dando parole a quello che si prova.
Il Dado delle 5 Domande, comprensione e narrazione
Chi, che cosa, dove, quando, perché: le domande che tengono in piedi una storia e ne guidano la comprensione.
Il Dado della Gentilezza, l'educazione civica
Situazioni e gesti di gentilezza da riconoscere e commentare insieme.
Il Dado della Scuola, la metacognizione
Domande su come si è imparato e su cosa è stato facile o difficile, per riflettere sul proprio modo di studiare.
Come si usa in classe
Le facce sono componibili e si conservano; c'è un foglio di quaderno digitale, l'ascolto del testo e la dettatura vocale. Un passo alla volta, senza voti.
Il dado delle storie: imparare a scrivere il tema dal cubo di carta ai dadi digitali
Chi insegna alla primaria e ogni genitore lo conosce bene: il dado delle storie è quel cubo di carta che si colora, si ritaglia e si incolla, con una domanda su ogni faccia. Si lancia in cerchio e si racconta: un ricordo divertente dell’estate, una paura superata, una nuova amicizia. Funziona da sempre, perché unisce il caso del gioco alla parola del bambino.
Il limite è pratico: il cubo di carta si schiaccia, si perde, va ristampato per ogni attività nuova. E soprattutto le consegne sono fisse: quelle stampate, per tutti uguali, anche per chi fatica a leggerle.
Da questa idea nascono i dadi racconta-storie 3D di MenteMappa per imparare a scrivere i temi: cinque dadi digitali gratuiti che si montano sullo schermo partendo dallo sviluppo piano — proprio come piegare il cubo di carta — e si lanciano con un tocco. Ogni lancio gira in modo diverso e si ferma su una faccia a caso: quella è la consegna del turno.
Cinque dadi, cinque usi in classe
- Il Dado dell’Estate riprende le consegne classiche del cubo dei ricordi estivi: è l’attività di accoglienza per la prima settimana di scuola.
- Il Dado delle Emozioni porta l’educazione emotiva nel circle time: felicità, rabbia, paura, sorpresa, calma, coraggio.
- Il Dado Inventa-Storie è la versione italiana degli story cubes: protagonista, luogo, tempo, problema, aiuto, finale. Sei lanci, una storia di classe.
- Il Dado della Gentilezza trasforma l’educazione civica in gesti: complimenti, ringraziamenti, riconciliazioni.
- Il Dado della Scuola apre il colloquio metacognitivo: che cosa so fare, che cosa voglio imparare.
E se le trenta consegne non bastano, si riscrivono: ogni faccia è modificabile dal genitore o dall’insegnante e resta salvata sul dispositivo. Lo stesso cubo a settembre raccoglie i ricordi delle vacanze e a marzo interroga le tabelline.
Nessun bambino resta fuori con lelezioni interattive e mappe concettuali
La differenza vera rispetto al cubo di carta è l’accessibilità. I dadi nascono per una classe dove ci sono anche bambini con DSA, ADHD, autismo o disgrafia — cioè per ogni classe reale:
- chi fatica a leggere attiva le frasi facili (una consegna breve e letterale, in stile CAA) o tocca «Ascolta» e la sente a voce alta;
- chi fatica a scrivere detta la risposta: la voce diventa testo sulle righe del foglio di quaderno digitale, pronto da stampare e incollare sul quaderno vero;
- chi è in sovraccarico sensoriale attiva il modo calmo: niente rotazioni veloci, colori attenuati, stessa attività;
- chi si distrae trova una sola consegna alla volta, ben in evidenza, con turni brevi e sempre uguali.
Sono le stesse misure che un PDP chiamerebbe compensative; qui sono interruttori che ogni bambino accende da solo, senza sentirsi diverso: tutta la classe gioca allo stesso gioco.