Il Castello del Tesoro
Ciao! Sono Fiorino, il draghetto che custodisce l'oro. Riempiamo insieme il forziere e scopriamo che cento centesimi fanno un euro.
La regola d'oro
Riempi il forziere
Moltiplica le tavole
La tabella dei posti
Trascina ogni moneta nella colonna giusta.
Monete sistemate: 0 su 8
Dove va ogni moneta:
- u, (euro interi): 1 euro, 2 euro
- d (decimi): 10 cent, 20 cent, 50 cent
- c (centesimi): 1 cent, 2 cent, 5 cent
Le monete e le banconote
La spesa nel castello
Allenati
1.Quanti centesimi ci sono in 1 euro?
2.Una moneta da 50 cent riempie mezzo forziere. Quante righe piene?
3.0,20 euro quanti centesimi sono?
4.70 centesimi, come li scrivi in euro?
5.1 euro e 30 centesimi. Quanti forzieri pieni e quanti centesimi?
6.Fiorino ha due monete da 50 cent. Quanto ha in tutto?
7.20 cent + 10 cent + 5 cent. Quanto fa?
8.Una moneta da 5 cent, quante caselle riempie?
9.Riempi 3 righe intere del forziere. Quanti centesimi?
10.1,00 euro. Quante righe piene servono?
11.Un gelato costa 1,50 euro. Nel secondo forziere quanti centesimi?
12.2 euro quanti centesimi sono?
13.Un quaderno costa 0,80 euro. Quante righe piene del forziere?
14.Una moneta da 1 euro e una da 20 cent. Quanto hai?
15.50 cent + 20 cent + 20 cent + 10 cent. Il forziere e' pieno?
Soluzioni (per l'insegnante)
| N | Risposta |
|---|---|
| 1 | 100 |
| 2 | 5 righe |
| 3 | 20 centesimi |
| 4 | 0,70 euro |
| 5 | 1 forziere e 30 cent |
| 6 | 1,00 euro |
| 7 | 0,35 euro |
| 8 | 5 caselle |
| 9 | 30 centesimi |
| 10 | 10 righe |
| 11 | 50 cent |
| 12 | 200 centesimi |
| 13 | 8 righe |
| 14 | 1,20 euro |
| 15 | Si', 1,00 euro |
La lezione del forziere
Cento centesimi fanno un euro
Il forziere del castello ha cento caselle. Ogni casella e' un centesimo. Quando il forziere e' pieno hai messo cento centesimi, cioe' un euro (1,00 €).
La riga vale dieci centesimi
Una riga intera ha dieci caselle: vale dieci centesimi (0,10 €), come una moneta da 10 cent. Dieci righe piene fanno un euro.
Quattro blocchi da venticinque
Il forziere e' diviso in quattro blocchi uguali: ognuno ha venticinque caselle, cioe' venticinque centesimi. Due blocchi fanno mezzo forziere (50 cent) e quattro blocchi fanno il forziere pieno (1,00 €). Contare a blocchi da 25 aiuta a leggere in fretta: 25, 50, 75, 100.
Le monete dentro il forziere
La moneta da 1 cent riempie una casella; quella da 5 cent riempie cinque caselle; quella da 10 cent riempie una riga; quella da 50 cent riempie mezzo forziere; la moneta da 1 euro riempie tutto il forziere.
Tante tavole, tanti euro
Una tavola piena vale un euro. Due tavole valgono 2,00 €, cinque tavole valgono 5,00 € come una banconota da 5 euro, e cosi' via fino a cinquanta tavole (50,00 €). Contare le tavole aiuta a passare dai centesimi agli euro interi.
Comprare nel castello
Per pagare un oggetto conta quanti centesimi servono. Un gelato da 1,50 € ha bisogno di un forziere pieno (1 euro) piu' mezzo forziere (50 centesimi).
Il denaro sembra l’argomento più facile del programma: i bambini lo vedono ogni giorno, sanno che serve a comprare, riconoscono le monete al tatto. Poi arriva il momento di scrivere un euro e trenta e sul quaderno compaiono, una sotto l’altra, 1,30, 1,3, 130 e perfino 1,300, tutte proposte con la stessa convinzione.
Non è distrazione. È che l’euro chiede due cose insieme — quanto vale una moneta e come funziona la virgola — e di solito queste due cose vengono insegnate in momenti diversi dell’anno. Il bambino si trova a maneggiare un numero con la virgola prima di aver capito che cosa significhi quella virgola.
Qui trovi un modo per tenerle unite fin dall’inizio: una tavola da cento caselle da riempire. Una casella è un centesimo. Quando la tavola è piena, hai un euro.
Perché contare le monete non basta
Finché le monete sono tre o quattro, il conteggio funziona. Appena diventano dieci o dodici, il bambino perde il segno e ricomincia da capo — e ogni volta ottiene un risultato diverso. Il problema non è la capacità di contare: è che le monete sparse sul banco non hanno una forma. Non c’è niente che dica allo sguardo “questi sono trenta”.
La tavola dà quella forma. Trentasette centesimi smettono di essere trentasette oggetti da numerare e diventano tre righe piene più sette caselle. È lo stesso salto che i bambini compiono quando smettono di contare i puntini del dado e riconoscono il cinque a colpo d’occhio: la quantità si vede prima di essere calcolata.
Le tre grandezze da fissare
- Una casella è un centesimo. L’unità più piccola, quella che si conta a uno a uno.
- Una riga è dieci centesimi. Dieci caselle affiancate: tanto quanto una moneta da 10 cent.
- La tavola intera è un euro. Cento caselle, e sul foglio si scrive
1,00 €.
Da qui in poi ogni importo ha una immagine corrispondente, e ogni immagine ha una scrittura. Le due cose viaggiano insieme.
Contare a gruppi di venticinque
Conviene rendere visibili, dentro la tavola, quattro blocchi da venticinque caselle. Sembra una scelta grafica, invece è il ponte verso il calcolo rapido: il bambino impara a leggere la tavola saltando 25, 50, 75, 100, e in poco tempo riconosce che mezza tavola sono cinquanta centesimi senza contare nulla.
È anche il modo più economico per sgonfiare il numero cento, che a sette anni sembra enorme: non è una folla di caselle, sono quattro gruppi che lo sguardo abbraccia in un colpo solo.
Il colore fa il lavoro che la spiegazione non riesce a fare
Un accorgimento che rende più di qualunque definizione ripetuta: assegnare un colore fisso a ogni grandezza, e non cambiarlo mai. Nei nostri materiali il centesimo è ambra, la riga da dieci è blu, la tavola piena è verde.
Il vantaggio arriva mesi dopo, quando in classe si affacciano i numeri decimali. Il bambino che ha lavorato con quei colori ritrova le stesse tinte — verde l’intero, blu il decimo, ambra il centesimo — e non deve imparare due argomenti separati: scopre che 0,10 € e “un decimo” sono la stessa cosa detta in due lingue. Per chi ha discalculia, o una memoria di lavoro che si affatica presto, questo aggancio visivo è spesso ciò che fa la differenza fra ricordare e ricominciare ogni volta.
Le quattro domande che tornano sempre
“1,3 e 1,30 sono uguali?” Come numero sì, ma un prezzo si scrive sempre con due cifre dopo la virgola, perché la seconda cifra è il posto dei centesimi. Sulla tavola la risposta è immediata: tre righe piene, nessuna casella in più.
“Perché non posso scrivere 0,7 per sette centesimi?” Perché sette caselle non fanno una riga. Sette centesimi si scrivono 0,07: lo zero tiene occupato il posto delle righe, che sono vuote. Togliere lo zero significa promuovere sette centesimi a sette decimi.
“Centotrenta centesimi non si possono scrivere, sono più di cento.” Si possono: una tavola piena più tre righe, cioè 1,30 €. È il passaggio in cui il bambino capisce che oltre l’euro non si ricomincia da capo — si aggiunge.
“Se 5 è più piccolo di 20, perché 50 cent vale più di 20 cent?” Confronto diretto sulla tavola: mezza tavola contro due righe. Il numero stampato sulla moneta non dice quanto è grande la moneta, dice quante caselle riempie.
Una progressione che regge
- Riconoscere le monete e sapere quante caselle riempie ciascuna (1, 2, 5, 10, 20, 50 cent).
- Comporre un importo assegnato: per 37 centesimi, quante righe piene e quanti centesimi sciolti?
- Scrivere quell’importo in euro, con le due cifre dopo la virgola.
- Ritagliare con lo sguardo un gruppo di caselle e dirne il valore senza contarle a una a una.
- Sistemare le monete al posto giusto: euro interi, decimi, centesimi.
- Comprare: quante tavole e quante righe servono per un gelato da 1,50 €?
- Superare l’euro e arrivare alle banconote, che valgono tante tavole piene.
Nessuno di questi passi ha una durata prestabilita. Il segnale per passare al successivo è uno solo: il bambino risponde senza ricontare.
Attività da fare lontano dallo schermo
- Il negozio del quaderno: cartellini dei prezzi disegnati a mano, si paga contando le caselle.
- La stessa cifra in tre modi: 50 cent come moneta singola, come cinque righe, come mezza tavola.
- Il resto a occhio: pago novanta centesimi con un euro, quante caselle restano vuote?
- Caccia ai prezzi sui volantini del supermercato: prima leggerli ad alta voce, poi scriverli.
- La scatola delle monete vere: sistemarle in tre mucchi — euro, decimi, centesimi — e contarle.
La tavola in versione interattiva
Lo stesso impianto esiste come strumento da usare al tablet o al computer. Si scelgono le righe piene e i centesimi sciolti e l’importo in euro si aggiorna da solo; attivando il ritaglio si trascina col dito o col mouse per isolare un gruppo di caselle e vederne il valore; si possono moltiplicare le tavole fino a cinquanta euro, per capire che cosa c’è dietro una cifra grande. C’è una tabella in cui trascinare le monete nella colonna giusta — unità, decimi, centesimi — una sezione dedicata alla spesa e quindici esercizi che si correggono da soli.
Funziona senza connessione, non chiede registrazione e non raccoglie dati. Testo grande, modalità senza animazioni e lettura ad alta voce si attivano quando servono, e gli errori non producono suoni né messaggi negativi: si riprova, e basta.
Domande frequenti
A che età si introducono euro e centesimi? In seconda primaria si lavora sul riconoscimento delle monete e su importi entro l’euro. In terza si passa alla scrittura con la virgola e ai problemi di spesa.
Quanti centesimi ci sono in un euro? Cento. È esattamente il motivo per cui la tavola ha cento caselle.
Come si scrivono cinque centesimi in euro? 0,05 €. Lo zero dopo la virgola indica che non c’è nessuna riga da dieci centesimi.
Che differenza c’è fra 10 cent e un decimo di euro? Nessuna: sono la stessa quantità con due nomi. Una riga della tavola, 0,10 €.
Serve stampare le schede? Non è indispensabile, ma aiuta: sulla carta si cerchia e si cancella, e per molti bambini quel gesto lascia una traccia più forte del tocco sullo schermo.
Va bene per un bambino con discalculia? Sì. La quantità resta sempre visibile, i colori non cambiano mai, non ci sono tempi da rispettare e sbagliare non comporta penalità: si può tornare indietro quante volte serve.