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Alla Scoperta Dei Verbi, Tempi e delle Coniugazioni

Orso Will

Orso Will e le tre famiglie dei verbi Modo indicativo completo: 8 tempi × 6 persone

Ciao! Sono Orso Will e sul pianeta VIAGGIARE ci sono tre basi spaziali, una per ogni famiglia di verbi. In ogni base coniughiamo un verbo in tutte le persone e in tutti i tempi dell’indicativo. Pronti al lancio? 🚀
Il pianeta VIAGGIARE
Orso Will esplora il pianeta VIAGGIARE e le sue tre basi.

🔑 Due cose diverse — non confonderle!

1) La FAMIGLIA

come finisce l'infinito

È -ARE, -ERE o -IRE. Guardi la fine del verbo e la scopri subito.
👉 Non cambia MAI.

2) Il TEMPO

quando succede l'azione

È passato, presente o futuro. Il passato ha più sfumature (imperfetto, passato prossimo, remoto…).
👉 Questo cambia ogni volta.

I tre grandi tempi: 🕐 PASSATO ⚡ PRESENTE 🚀 FUTURO
Le tre famiglie dei verbi
Le tre famiglie: il colore distingue -ARE, -ERE, -IRE.
Base -ARE
Famiglia -AREfinisce in -are

Membri della famiglia: viaggiare, giocare, saltare, esplorare

🛸 Coniughiamo viaggiare in tutte le persone e in tutti i tempi:

Modo INDICATIVO — tutti gli 8 tempi

⚙️ Tempi semplici

personaPresente⚡ PRESENTEImperfetto🕐 PASSATOPassato remoto🕐 PASSATOFuturo semplice🚀 FUTURO
ioviaggioviaggiavoviaggiaiviaggerò
tuviaggiviaggiaviviaggiastiviaggerai
lui/leiviaggiaviaggiavaviaggiòviaggerà
noiviaggiamoviaggiavamoviaggiammoviaggeremo
voiviaggiateviaggiavateviaggiasteviaggerete
loroviaggianoviaggiavanoviaggiaronoviaggeranno

🧩 Tempi composti

personaPassato prossimo🕐 PASSATOTrapassato prossimo🕐 PASSATOTrapassato remoto🕐 PASSATOFuturo anteriore🚀 FUTURO
ioho viaggiatoavevo viaggiatoebbi viaggiatoavrò viaggiato
tuhai viaggiatoavevi viaggiatoavesti viaggiatoavrai viaggiato
lui/leiha viaggiatoaveva viaggiatoebbe viaggiatoavrà viaggiato
noiabbiamo viaggiatoavevamo viaggiatoavemmo viaggiatoavremo viaggiato
voiavete viaggiatoavevate viaggiatoaveste viaggiatoavrete viaggiato
lorohanno viaggiatoavevano viaggiatoebbero viaggiatoavranno viaggiato

In tutti i tempi e le persone la radice viaggi- resta uguale: cambia solo la coda. La famiglia è sempre -ARE! 🟡

Base -ERE
Famiglia -EREfinisce in -ere

Membri della famiglia: ricevere, credere, temere, vedere

📡 Coniughiamo ricevere in tutte le persone e in tutti i tempi:

Modo INDICATIVO — tutti gli 8 tempi

⚙️ Tempi semplici

personaPresente⚡ PRESENTEImperfetto🕐 PASSATOPassato remoto🕐 PASSATOFuturo semplice🚀 FUTURO
ioricevoricevevoricevettiriceverò
turiceviriceveviricevestiriceverai
lui/leiricevericevevaricevettericeverà
noiriceviamoricevevamoricevemmoriceveremo
voiricevetericevevatericevestericeverete
lororicevonoricevevanoricevetteroriceveranno

🧩 Tempi composti

personaPassato prossimo🕐 PASSATOTrapassato prossimo🕐 PASSATOTrapassato remoto🕐 PASSATOFuturo anteriore🚀 FUTURO
ioho ricevutoavevo ricevutoebbi ricevutoavrò ricevuto
tuhai ricevutoavevi ricevutoavesti ricevutoavrai ricevuto
lui/leiha ricevutoaveva ricevutoebbe ricevutoavrà ricevuto
noiabbiamo ricevutoavevamo ricevutoavemmo ricevutoavremo ricevuto
voiavete ricevutoavevate ricevutoaveste ricevutoavrete ricevuto
lorohanno ricevutoavevano ricevutoebbero ricevutoavranno ricevuto

In tutti i tempi e le persone la radice ricev- resta uguale: cambia solo la coda. La famiglia è sempre -ERE! 🟢

Base -IRE
Famiglia -IREfinisce in -ire

Membri della famiglia: partire, dormire, sentire, aprire

🌌 Coniughiamo partire in tutte le persone e in tutti i tempi:

Modo INDICATIVO — tutti gli 8 tempi

⚙️ Tempi semplici

personaPresente⚡ PRESENTEImperfetto🕐 PASSATOPassato remoto🕐 PASSATOFuturo semplice🚀 FUTURO
iopartopartivopartiipartirò
tupartipartivipartistipartirai
lui/leipartepartivapartìpartirà
noipartiamopartivamopartimmopartiremo
voipartitepartivatepartistepartirete
loropartonopartivanopartironopartiranno

🧩 Tempi composti

personaPassato prossimo🕐 PASSATOTrapassato prossimo🕐 PASSATOTrapassato remoto🕐 PASSATOFuturo anteriore🚀 FUTURO
iosono partito/aero partito/afui partito/asarò partito/a
tusei partito/aeri partito/afosti partito/asarai partito/a
lui/leiè partito/aera partito/afu partito/asarà partito/a
noisiamo partiti/eeravamo partiti/efummo partiti/esaremo partiti/e
voisiete partiti/eeravate partiti/efoste partiti/esarete partiti/e
lorosono partiti/eerano partiti/efurono partiti/esaranno partiti/e

💡 partire nei tempi composti va con essere: il participio concorda — partito (m.), partita (f.), partiti/partite (plurale).

In tutti i tempi e le persone la radice part- resta uguale: cambia solo la coda. La famiglia è sempre -IRE! 🔵

🗺️ I 3 grandi tempi dell’indicativo e le loro sfumature

🕐 PASSATO imperfetto · passato prossimo · passato remoto · trapassato prossimo · trapassato remoto
⚡ PRESENTE presente
🚀 FUTURO futuro semplice · futuro anteriore

🎯 Che famiglia è? Guarda la fine dell'infinito!

saltare

→ -are → -ARE

dormire

→ -ire → -IRE

credere

→ -ere → -ERE

aprire

→ -ire → -IRE

🏅

Missione compiuta!

Ricorda la regola d'oro: ogni verbo ha una famiglia (-ARE · -ERE · -IRE) che non cambia mai. Cambiano invece la persona e il tempo: con il modo indicativo hai imparato tutti e 8 i tempi! Alla prossima avventura! ⭐

Orso Will • Pianeta VIAGGIARE • lezione visuo-cognitiva

Il Laboratorio Spaziale di Orso WillLezioni 16 - 17 - 18: dalle frasi alla storia

Orso Will pensa alla sua storia con tante idee intorno
Benvenuto nel Laboratorio Spaziale! Qui non scriviamo un tema tutto in una volta: costruiamo la storia pezzo per pezzo, come mattoncini. Puoi ascoltare, parlare al microfono e cliccare i blocchi.
Lezione 16 Orso Will collega due capsule di frase con un gancio di parole

🧲 Le Parole Gancio

Orso Will unisce due frasi agganciandole come due moduli della sua astronave. Scegli la parola-gancio giusta per bloccarle insieme!

Orso Will sale sulla navicella
🧲
la navicella non parte
La navicella non parte
🧲
il motore è spento
Il robot Bip ripara il motore
🧲
Will accende la rotta
Lezione 17 Orso Will mostra la storia come una montagna russa che sale e scende

🎢 La Montagna Russa della Storia

Ogni grande storia sale e scende come una montagna russa spaziale: Inizio, Problema, Soluzione, Fine. Riempila con i blocchi o con la tua voce!

1INIZIO

Chi viaggia con Will? Dove si trovano? Quando?

2PROBLEMA

Cosa succede di strano? All’improvviso...

3SOLUZIONE

Come si risolve? Orso Will...

4FINE

Come finisce? Alla fine...

Lezione 18 Orso Will mette in ordine le carte illustrate di una storia

🖼 Scrivere una Storia per Immagini

Prima ordina, poi parla, infine scrivi!

1) Ordina le immagini — tocca due carte per scambiarle

Incontra un alieno
Studia la mappa
Pizza tra amici

2) Parla — racconta a voce cosa vedi

3) Scrivi — ecco la tua storia a fumetti

Orso Will • Il Laboratorio Spaziale • lezione visuo-cognitiva • voce e microfono in italiano

La scena tipica la conosciamo. La maestra assegna il racconto, il bambino guarda il foglio bianco, la matita ferma tra le dita. Non è che non abbia niente da dire. Ieri al parco ha visto un cane che rincorreva un piccione e saprebbe raccontarlo benissimo a voce. Però da quell’immagine al “C’era una volta” c’è di mezzo un abisso, e nessuno gli ha mai fatto vedere come si attraversa.

Il laboratorio di Orso Will lavora su questo. Il principio è semplice: spezzare il lavoro. Un pezzo alla volta, come quando monti un mobile seguendo le istruzioni invece di provare ad avvitare tutto insieme. Prima la base, poi i fianchi, poi il ripiano. Alla fine hai la libreria montata, e ogni singolo passaggio era fattibile.

Le attività sono tre.

La prima riguarda i connettivi. Due frasi separate, un connettivo in mezzo: e, ma, perché, anche se. Il bambino le aggancia sullo schermo e, se il connettivo è giusto, si bloccano insieme come due pezzi di puzzle. Se è sbagliato, non si attaccano. Nessun suono sgradevole, nessuna croce rossa: semplicemente non funziona, e si prova con un altro. Il feedback è immediato e non genera ansia. A otto anni non serve spiegare che il connettivo avversativo introduce una coordinata. Serve vedere che con “ma” le frasi stanno insieme in un modo e con “e” in un altro. Il cervello registra senza fatica.

La seconda attività è la montagna russa. Ogni storia ha una forma: sale, scende, arriva. Inizio, problema, soluzione, fine. Il bambino compila i blocchi di ogni stazione, anche a voce con il microfono se scrivere è ancora faticoso o se la mano va più lenta del pensiero. La storia si monta pezzo per pezzo. L’immagine della montagna russa non è un abbellimento, è un’impalcatura, e le impalcature si tolgono quando il palazzo sta in piedi. Dopo qualche storia montata così, i blocchi non servono più e la struttura resta dentro.

La terza sono le storie per immagini. Carte illustrate da riordinare, poi il racconto a voce, poi la scrittura. L’ordine conta. Se si salta il passaggio orale e si va dritti a scrivere, il bambino si blocca, perché il racconto a voce è il ponte tra l’immagine e la parola scritta. Togli il ponte e il bambino cade. Quel momento in cui dici ad alta voce “e poi il cane ha saltato” è già sintassi: mentre lo dici, sai già come scriverlo.


Sui verbi il discorso cambia, perché qui il problema non è la struttura ma la memoria.

Tre famiglie: -ARE, -ERE, -IRE. Volare, correre, partire. Niente di nuovo, lo sappiamo tutti. Però il modo in cui le presenti fa differenza: se le senti come tre scatole distinte con colori e forme diverse le memorizzi, se le senti come una lista piatta da ripetere a pappagallo ti addormenti alla seconda riga.

Invece della tabella con sei colonne e sei righe, che sembra un orario ferroviario, qui ogni tempo verbale ha un colore. Non è decorazione, è un gancio concreto per un concetto astratto, perché il tempo verbale per un bambino è astratto davvero: non lo vede, non lo tocca, non lo sente. Un colore invece lo vede, e lo ricorda.

Il passato è oro. Le azioni già successe stanno ferme dietro di noi, come oggetti posati su uno scaffale. Il bambino non deve ragionare subito su imperfetto e passato remoto: prima capisce dove sta l’azione nel tempo, che è dietro, che è già successa, che non si può cambiare. La coniugazione viene dopo. Prima c’è l’immagine, e l’immagine resta.

Il presente è verde. L’azione si muove, succede adesso. “Io corro” è qualcosa che il bambino sente nelle gambe, non solo nella regola grammaticale. Il verde è il colore di ciò che accade, e quando coniuga al presente non sta applicando una formula ma descrivendo qualcosa di vivo.

Il futuro è blu. L’azione non c’è ancora, è una direzione, uno spazio aperto. “Domani andrò al mare”: non ci sei ancora, ma ci stai andando. Il bambino che coniuga al futuro non memorizza desinenze, guarda avanti. Per un cervello di otto anni questo è più potente di qualsiasi regola.


Con i bambini con DSA o BES il metodo funziona particolarmente bene, e il motivo è tecnico più che poetico. La memoria di lavoro in un bambino con dislessia o con difficoltà attentive è già satura. Se gli chiedi di ricordare anche la coniugazione, anche il tempo, anche la persona, va in sovraccarico e si spegne. Se il tempo è un colore, invece, non lo deve ricordare: lo vede sulla scheda, nell’animazione, nel blocco che sta compilando. Oro passato, verde presente, blu futuro. L’informazione sta fuori dalla testa, nell’ambiente, e da lì si ricostruisce con calma, senza la pressione del “devi saperlo a memoria”.

Per i bambini senza DSA funziona lo stesso, perché la grammatica a otto anni è astratta per tutti, anche per chi a casa legge e ha genitori che spiegano. Se un concetto lo puoi vedere diventa maneggiabile, e il rapporto con la materia cambia. Non è più la cosa noiosa da imparare, è la cosa che vedi e capisci.


Ci sono due aspetti che nessun libro di grammatica ti dà e che qui contano parecchio.

Il primo è il rapporto con l’errore. Il software si autocorregge e il bambino riprova. Niente penna rossa, niente faccia dell’insegnante che dice no, niente compagno che ride. Solo un feedback: riprova. Alla terza va, alla quarta va meglio, alla quinta non sbaglia più. Non perché ha imparato la regola, ma perché ha provato in un posto sicuro, dove sbagliare non costa niente e l’errore è un’informazione invece che una condanna. Per un bambino che ha paura di sbagliare, e ce ne sono più di quanti si pensi, questo fa la differenza tra “non ci provo perché tanto sbaglio” e “ci provo, se sbaglio riprovo”. L’insistenza alla lunga batte il talento.

Il secondo è l’autonomia. Le consegne sono audio: il bambino preme play, ascolta, fa. Non aspetta che la maestra passi al banco, non chiede “cosa devo fare” per la quarta volta, non alza la mano per il turno. Gestisce da solo, al proprio ritmo. Se ci mette tre minuti in più li prende, se vuole riascoltare riascolta. Per un bambino che si distrae o che ha difficoltà di lettura questo cambia la giornata, perché toglie la dipendenza dall’adulto, che a quell’età è frustrante e a volte umiliante. “Aspetta, aspetta, aspetta.” Qui non aspetta, fa. E fare da solo dà una cosa che la grammatica da sola non dà: fiducia.


Un ultimo aspetto che spesso si sottovaluta è il passaggio dalla voce alla scrittura. Nel laboratorio il bambino prima dice la storia, poi la scrive. La voce ha un ritmo che la scrittura non ha: pause, respiri, intonazioni. Quando il bambino dice “e poi il cane… e poi ha saltato… e poi è caduto” sta già organizzando il pensiero in frasi, solo che non lo sente come grammatica, lo sente come racconto. Quando poi deve scrivere, la struttura ce l’ha già in testa e deve solo tradurla. Tradurre è più facile che creare dal niente.

Per i bambini con DSA questo vale doppio. La scrittura per loro è un ostacolo fisico: mano lenta, calligrafia brutta, poco spazio sul rigo. Se devono anche pensare a cosa scrivere è troppo. Se il “cosa” ce l’hanno già in testa perché l’hanno detto a voce, la scrittura diventa un compito motorio, e il compito motorio si può facilitare con la dettatura vocale, con la tastiera, con le carte già in ordine da trascrivere.


Per chi vuole provare: c’è una sezione con mappe e animazioni già pronte per l’uso in classe, e una raccolta di schede ed esercizi per la primaria, da stampare o usare in LIM. Niente di rivoluzionario, solo materiale che funziona e non ti fa perdere due ore a prepararlo. La sera prima sei già lì a correggere quaderni e a pensare a come spiegare le frazioni il giorno dopo, l’ultima cosa che ti serve è cercare anche le schede per i verbi.

Se poi il bambino a casa ti dice che il passato è oro e il futuro è blu, vuol dire che ha capito. Non ha memorizzato una regola, ha capito un concetto. Sono due cose diverse, e solo la seconda resta.