Un’inchiesta esclusiva sui fondi PNRR – Missione 4 “Istruzione e Ricerca” per le STEM nelle scuole primarie dell’Isola: tra kit di robotica mai estratti dalla plastica, docenti formati con webinar di due ore e un divario con il Nord che si allarga. Ecco perché la rivoluzione digitale nelle aule sarde rischia di restare un esercizio di contabilità ministeriale.
La scatola è ancora sigillata. Adesivo MIM, nastro adesivo trasparente, il peso di un futuro promesso che nessuno ha ancora aperto. Dentro ci sono tre kit di robotica educativa, un pannello interattivo da 75 pollici e una licenza software per il coding: è il tipo di dotazione prevista dall’investimento “Scuola 4.0 – scuole innovative, nuove aule didattiche e laboratori”

Sono arrivati a settembre in una scuola primaria di un piccolo centro della Barbagia. Oggi, a distanza di mesi, sono ancora lì: nell’armadio della sala insegnanti, in attesa di qualcuno che sappia cosa farne.
Non è un caso isolato. È la fotografia in miniatura di una Sardegna che, sulla carta, ha incassato centinaia di milioni dal Piano Scuola 4.0 del MIM
www.mim.gov.it per trasformare le proprie aule in laboratori del futuro, ma che nella pratica quotidiana si ritrova con scatoloni pieni di tecnologia e vuoti di metodo.
Abbiamo incrociato i Rapporti nazionali INVALSIwww.invalsi.it, i monitoraggi del portale FUTURA – Monitoraggio e rendicontazione pnrr.istruzione.it , le Relazioni della Corte dei Conti sullo stato di attuazione del PNRR www.corteconti.it e le testimonianze dirette di decine di insegnanti. Il quadro che emerge è quello di un’Isola divisa in due: da un lato la retorica della “scuola digitale”, dall’altro la realtà di maestre e maestri che, alle otto di mattina, non sanno se il WiFi funzionerà, se il tecnico informatico arriverà mai, e se quei robot educativi costati migliaia di euro finiranno per prendere polvere accanto ai gessetti.
Non è un caso isolato. È la fotografia di una Sardegna che sulla carta ha incassato centinaia di milioni dal Piano Scuola 4.0 del MIM per trasformare le aule in laboratori del futuro, e che nella pratica si ritrova con scatoloni pieni di tecnologia e vuoti di metodo. Abbiamo incrociato i Rapporti nazionali INVALSI , i monitoraggi del portale FUTURA , le Relazioni della Corte dei Conti sullo stato di attuazione del PNRR , e le voci di chi in classe ci sta ogni giorno. Ne esce un’Isola divisa in due: da un lato la retorica della scuola digitale, dall’altro maestre e maestri che alle otto di mattina non sanno se il WiFi funzionerà, se il tecnico arriverà mai, e se quei robot da migliaia di euro finiranno per prendere polvere accanto ai gessetti.
Scuola 4.0 Sardegna: milioni di euro in kit robotica mai usati
Le Rilevazioni nazionali INVALSI 2024 hanno coinvolto circa 2,5 milioni di alunni delle classi seconde e quinte della primaria. Il quadro che restituiscono, per la Sardegna, è duro.
INVALSI Sardegna 2024: il divario matematico con il Nord
In matematica il gap con la media nazionale è strutturale. Nelle regioni del Nord-Est, soprattutto nella Provincia Autonoma di Trento e in Emilia-Romagna, una quota ampia di alunni di quinta raggiunge i livelli più alti di competenza. In Sardegna quella quota si ferma spesso sotto il 20%, un dato confermato anche dall’aggiornamento dei Risultati delle Prove INVALSI 2025 .
Tradotto: un bambino sardo di dieci anni ha, statisticamente, meno probabilità di un coetaneo trentino di saper usare la matematica per risolvere un problema reale. Meno probabilità di ragionare per ipotesi, di leggere un grafico, di trasformare un testo in un’operazione. Non perché sia meno intelligente. Perché il metodo didattico dominante, nelle nostre aule, è ancora quello trasmissivo: il maestro spiega, l’alunno ripete.
E le STEM? Il coding, la robotica, il pensiero computazionale che dovrebbero ribaltare questo schema? Il MIM li ha inquadrati solo di recente, con le Linee guida per le discipline STEM (DM 184/2024) . Nella pratica, secondo i monitoraggi e le segnalazioni sindacali, in una buona parte dei plessi primari sardi — soprattutto nelle aree interne — i kit sono arrivati ma non sono stati ancora collaudati. Oppure sono stati collaudati e mai usati in orario curricolare.
Sardegna contro Trentino: due mondi
Per capire la portata del problema abbiamo messo a confronto due sistemi scolastici. Da una parte la Sardegna: regione a statuto speciale, territorio vasto e frammentato, spopolamento delle aree interne, pluriclassi ovunque. Dall’altra il Trentino-Alto Adige e l’Emilia-Romagna, che da anni guidano le classifiche nazionali per competenze matematiche e scientifiche, integrazione tecnologica, formazione dei docenti, anche grazie alle reti di innovazione promosse da INDIRE con il movimento Avanguardie Educative .
| Indicatore | Sardegna | Trento / Emilia-Romagna |
|---|---|---|
| Alunni con livello “avanzato” in Matematica (V primaria) | ~15-20% | ~40-45% |
| Kit STEM in uso nelle ore curriculari | Stima bassa, molti “scatoloni chiusi” | Utilizzo strutturale nel piano didattico |
| Formazione docenti sul digitale | Prevalentemente webinar teorici, asincroni | Laboratori pratici, tutoring in classe, reti di scuole |
| Supporto tecnico IT nei plessi | Assente o precario | Tecnici di rete, accordi con enti locali |
| Gestione appalti PNRR | Ritardi nei collaudi, frammentazione | Centrali di committenza unificate, tempi rapidi |
Il nodo più grosso è la formazione. Il PNRR ha stanziato risorse importanti per la transizione digitale dei docenti, come documenta il portale Italia Domani . In Trentino la formazione si traduce in ore di laboratorio pratico: il maestro entra in un’aula attrezzata, prende in mano un kit, programma un piccolo robot, costruisce un’Unità di Apprendimento con un tutor accanto. Poi torna in classe e replica con i bambini, sapendo che se qualcosa si rompe c’è un tecnico da chiamare.
In Sardegna la formazione è stata troppo spesso un corso online di due o tre ore, seguito di sera, spesso dimenticato il giorno dopo. Il docente sardo impara cosa sia il coding. Non impara come farlo con venticinque bambini di otto anni che si alzano, fanno domande, litigano per il tablet. Non impara come integrarlo nella lezione di geometria o di scienze. Non impara un metodo. E senza metodo, la tecnologia resta un oggetto. Gli oggetti finiscono negli armadi.
“Ho paura di romperlo”
Le voci che seguono sono state raccolte in forma anonima, per tutelare la posizione professionale di chi parla.
“Ci hanno consegnato un pannello interattivo bellissimo e tre kit di robotica. Il problema è che non abbiamo un tecnico. Se un bambino stacca un cavo, se il software si blocca, io non so che fare. E ho paura di rompere qualcosa che costa migliaia di euro. Quindi lo uso pochissimo, e sempre sotto la mia supervisione stretta. Che non è fare STEM. È fare sorveglianza.” — Maestra di scuola primaria, provincia di Nuoro, 22 anni di servizio
“La formazione era un webinar su Zoom alle cinque del pomeriggio, dopo sei ore di lezione. Durata: un’ora e mezza. Il relatore ha mostrato delle slide. Non ho mai toccato un kit in mano. Come posso insegnare ai miei alunni a programmare un robot se io, per prima, non l’ho mai fatto?” — Insegnante di sostegno, scuola primaria, Cagliari
“Abbiamo installato gli schermi touch. Funzionano. Ma il metodo non è cambiato: il maestro li usa per proiettare le schede di italiano in PDF invece che scriverle alla lavagna. La robotica è in un armadio perché non c’è spazio in orario. Il programma di matematica è quello di sempre. Abbiamo digitalizzato il Novecento.” — Docente di matematica, scuola primaria, Oristano
Tre ragioni, nessuna colpa dei docenti
Dall’analisi dei dati e delle testimonianze emergono tre cause principali. Nessuna riguarda la qualità o la buona volontà dei docenti sardi. Tutte e tre riguardano il sistema.
La formazione è teorica, non pratica. Il PNRR impone di formare il personale, ma la formazione si misura in ore di corso, non in competenze acquisite. Il risultato è una pioggia di webinar, corsi e-learning, attestati da scaricare. Pochissimi laboratori in presenza. Quasi nessun tutoring in classe.
Manca il supporto tecnico e la manutenzione. In Trentino, nelle primarie, c’è una figura di riferimento per la tecnologia. In Sardegna, il più delle volte, c’è il maestro che “ci capisce un po’ di computer” e che viene chiamato quando il WiFi non va. Se un kit si guasta, non esiste un protocollo rapido di riparazione, non esiste un budget di manutenzione. Il guasto resta irrisolto per mesi. Il kit resta nella scatola.
Il metodo didattico non è cambiato. Il PNRR ha finanziato l’acquisto di hardware. Non ha finanziato la revisione del metodo. Lo schermo touch sostituisce la lavagna di ardesia, ma il maestro continua a fare lezione frontale. Il robot educativo potrebbe insegnare il metodo scientifico, il problem solving, il lavoro di gruppo. Ma non c’è tempo. Il programma ministeriale preme. Le prove INVALSI premono. I genitori chiedono i compiti sul quaderno. Il robot resta un giocattolo costoso da tirare fuori a dicembre, per la recita di Natale.
Perché la Scuola 4.0 in Sardegna non funziona: 3 cause
C’è poi la questione delle aree interne, che in Sardegna non è una nicchia: è la maggioranza del territorio. Nei piccoli centri del Nuorese, dell’Ogliastra, del Sarcidano, del Sulcis, la primaria è spesso una pluriclasse. Tre o quattro età diverse nella stessa stanza. Un’unica insegnante. Un unico edificio, spesso senza palestra, senza laboratori, senza una connessione stabile.
In questi contesti parlare di Scuola 4.0 suona come una beffa. Non perché i bambini di quelle aree non meritino la tecnologia. Ma perché la tecnologia, senza un metodo e senza una struttura, diventa un ostacolo in più. Il maestro di una pluriclasse con quattro alunni di prima e tre di terza, con la connessione che va e viene, non ha il tempo né la serenità per sperimentare il coding. Ha bisogno di continuità didattica, di supporto, di risorse umane. Non di un altro scatolone.
Eppure i fondi sono arrivati anche lì. Gli scatoloni sono arrivati. E sono rimasti chiusi.
Il contesto è aggravato dai numeri della povertà educativa fotografati dall’ISTAT : in Italia il 37% dei minori vive in case con pochi o nessun libro, e la Sardegna è tra le regioni più esposte, come raccontano anche le mappe della povertà educativa minorile di Con i Bambini e i progetti territoriali di Save the Children in Sardegna . Un bambino che a casa non ha libri né connessione chiede alla scuola di essere l’unico luogo dell’innovazione possibile. Ed è proprio lì che la scuola arriva con gli scatoloni chiusi.
Corte dei Conti: ritardi nei collaudi PNRR scuola
Un’ulteriore conferma viene dalle Relazioni semestrali della Corte dei Conti , che hanno più volte segnalato come le Regioni del Sud e le Isole presentino ritardi significativi nella fase di rendicontazione e collaudo delle forniture.
Il meccanismo è noto. Il Ministero eroga i fondi, la scuola fa l’ordine, il fornitore consegna. Ma tra la consegna e l’effettivo utilizzo c’è un passaggio burocratico: il collaudo. Serve un verbale, serve un tecnico, serve una determina. In molte scuole sarde, soprattutto nei piccoli istituti, manca il personale amministrativo per gestire questa mole di pratiche. I DSGA sono pochi, sovraccarichi, spesso reggenti su più plessi. Il collaudo slitta. Il kit resta nell’ingresso, avvolto nel pluriball, in attesa di una firma che potrebbe arrivare tra tre mesi. O mai.
In Emilia-Romagna, in Trentino, in Veneto, le Regioni hanno creato centrali di committenza unificate e protocolli standardizzati che hanno accelerato enormemente i tempi. In Sardegna, la frammentazione dei piccoli plessi e la carenza di personale ATA hanno trasformato il PNRR in un percorso a ostacoli, come ribadito anche dall’approfondimento di Palazzo Chigi su PNRR, istruzione e ricerca .
E adesso?
La domanda è una sola: che fare?
Non si tratta di chiedere più soldi. I soldi ci sono stati. Si tratta di chiedere un cambio di paradigma.
Serve una formazione che non sia un corso online di due ore, ma un tutoraggio in classe: un esperto che entra nella scuola, lavora con i maestri per una settimana, costruisce con loro un’attività STEM, e poi torna dopo un mese per verificare. Serve un piano regionale di manutenzione e supporto tecnico per le scuole primarie, affinché nessun insegnante debba più avere paura di accendere un dispositivo. Serve, soprattutto, un coraggio metodologico: il coraggio di dire che le STEM non sono una materia in più da aggiungere al programma, ma un modo diverso di insegnare le materie che già esistono.
E serve un’assunzione di responsabilità da parte della politica regionale e nazionale. Perché ogni kit di robotica chiuso in un armadio non è solo uno spreco di denaro pubblico. È un’opportunità rubata a un bambino. È un bambino sardo che, tra cinque anni, avrà meno strumenti di un bambino trentino per capire il mondo in cui vive. In una terra che già combatte contro lo spopolamento, la dispersione scolastica e la povertà educativa, non è un lusso che possiamo permetterci.
La scatola è ancora chiusa. Il tempo no, non può restare chiuso in un armadio.
Nota della redazione: le stime regionali sui livelli di competenza in Matematica (V primaria) sono rielaborazioni giornalistiche dei Rapporti nazionali INVALSI 2024-2025. Le testimonianze dei docenti sono state raccolte in forma anonima.
Fonti ufficiali consultate
- INVALSI – Risultati Prove 2024: https://invalsiopen.it/risultati/risultati-prove-invalsi-2024/
- INVALSI – Risultati Prove 2025: https://www.invalsiopen.it/risultati/risultati-prove-invalsi-2025/
- INVALSI – Rapporti nazionali: https://www.invalsi.it/rilevazioni-nazionali/rapporti-invalsi/
- MIM – Il Piano Scuola 4.0 nel contesto del PNRR (PDF): https://www.mim.gov.it/documents/9064803/9106966/Il-Piano-Scuola-4.0-nel-contesto-del-PNRR-Gruppo-Supporto-PNRR.pdf/0ffa908a-18f5-fcfc-26cd-042b6b37128a?t=1742303487978
- Italia Domani – Investimento Scuola 4.0: https://www.italiadomani.gov.it/en/Interventi/investimenti/scuola-4-0-scuole-innovative-nuove-aule-didattiche-e-laboratori.html
- Italia Domani – Missione 4 Istruzione e Ricerca: https://www.italiadomani.gov.it/it/il-piano/missioni-pnrr/istruzione-e-ricerca.html
- Governo.it – PNRR: istruzione e ricerca: https://www.governo.it/it/approfondimento/pnrr-istruzione-e-ricerca/16705
- MIM FUTURA – Monitoraggio e rendicontazione PNRR: https://pnrr.istruzione.it/monitoraggio-e-rendicontazione/
- Corte dei Conti – Relazioni sullo stato di attuazione del PNRR: https://www.corteconti.it/Home/Organizzazione/UfficiCentraliRegionali/UffSezRiuniteSedeControllo/RelstatoPNRR
- INDIRE – Movimento Avanguardie Educative: https://innovazione.indire.it/avanguardieeducative/il-manifesto
- MIM – Linee guida discipline STEM (DM 184/2024): https://www.flcgil.it/attualita/piano-nazionale-ripresa-resilienza/pnrr-ministero-istruzione-emana-linee-guida-discipline-stem.flc?__no_mobile=1
- ISTAT – Focus La povertà educativa: https://www.istat.it/statistiche-per-temi/focus/la-poverta-educativa/
- Con i Bambini – Mappe della povertà educativa minorile: https://www.conibambini.org/osservatorio/le-mappe-della-poverta-educativa-minorile-in-italia/
- Save the Children – Sardegna: https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/italia/sardegna