Quando si analizzano i segnali premonitori dei DSA, la neuropsicologia dell’età evolutiva si concentra su cinque pilastri fondamentali del funzionamento cognitivo e prassico:
1. Competenze Metafonologiche
La capacità di percepire, categorizzare e manipolare i suoni che compongono le parole (fonemi e sillabe). È il prerequisito cardine per l’acquisizione della letto-scrittura (Dislessia e Disortografia).
- Cosa osservare: Difficoltà nella divisione in sillabe, fatica a riconoscere le rime, omissioni o sostituzioni di fonemi simili (es. F e V, P e B) e lentezza nell’accesso al lessico.
2. Memoria di Lavoro (Working Memory)
Il sistema di memoria a breve termine che mantiene ed elabora le informazioni necessarie per eseguire compiti cognitivi complessi.
- Cosa osservare: Difficoltà marcata nel ricordare istruzioni sequenziali fornite dall’adulto (es. “prendi il quaderno, aprilo a pagina 10 e prendi la matita rossa”), fatica nel mantenere in memoria il fonema appena decodificato per fonderlo nella parola.
3. Competenze Visuo-Spaziali e di Orientamento
La capacità di stimare le relazioni spaziali tra gli oggetti e l’orientamento delle forme grafiche sul foglio.
- Cosa osservare: Difficoltà nel copiare forme geometriche elementari, inversione sistematica di lettere e numeri speculari (es. b/d, p/q, 9/6) oltre il normale periodo di stabilizzazione (metà della prima classe primaria).
4. Coordinazione Motoria e Prassie Fine
Il controllo dei movimenti fini della mano e delle dita, strettamente legato alla pianificazione del gesto grafico (Disgrafia).
- Cosa osservare: Impugnatura immatura o disfunzionale dello strumento grafico, eccessiva pressione o debolezza sul foglio, lentezza o disarmonia evidente nei compiti di ritaglio e infilo.
5. Funzioni Esecutive (Pianificazione e Inibizione)
I processi cognitivi superiori che permettono di pianificare un’azione, inibire gli stimoli distratori e flessibilizzare il proprio comportamento.
- Cosa osservare: Difficoltà a organizzare il materiale sul banco, tendenza a procedere per tentativi ed errori senza una strategia visiva o logica apparente, affaticamento precoce durante compiti che richiedono attenzione sostenuta.
Indicatori di Rischio per Fascia d’Età
La manifestazione dei segnali premonitori varia sensibilmente in base all’ordine di scuola e allo stadio dello sviluppo neuropsicologico del bambino.
| Fascia d’Età / Contesto | Indicatori Specifici | Area Cognitiva Coinvolta |
| Scuola dell’Infanzia (4-5 anni) | – Ritardo nello sviluppo del linguaggio o persistenza di alterazioni fonetiche. – Difficoltà nella memorizzazione di brevi filastrocche. – Goffaggine nelle attività di motricità fine (uso delle forbici, allacciarsi le scarpe). | – Area Linguistico-Metafonologica – Area Memoria Fonologica – Area Prassico-Motoria |
| Scuola Primaria (Primo Anno) | – Estrema lentezza nel processo di associazione grafema-fonema. – Scrittura speculare persistente. – Difficoltà nel conteggio regressivo (all’indietro) o nell’associare il numero alla quantità visiva. | – Area Visuo-Spaziale – Area Calcolo e Senso Numerico – Processi di Automazione |
Ambito di Delimitazione: Cosa NON è un Segnale di DSA
È cruciale operare una precisa distinzione terminologica e clinica per evitare falsi positivi:
- Fatiche transitorie di adattamento: Un rallentamento nei primi mesi della scuola primaria può essere legato ai diversi tempi di maturazione neuropsicologica del bambino e non a un disturbo strutturale.
- Fattori emotivo-comportamentali: Una riluttanza verso la lettura o la scrittura derivante da bassa autostima o ansia da prestazione non va confusa con un deficit nei prerequisiti metafonologici.
- Svantaggio socio-culturale o linguistico: Nei bambini bilingui o esposti a scarso input linguistico, le difficoltà iniziali nel lessico richiedono un tempo di osservazione e di esposizione alla lingua prima di poter ipotizzare un indicatore di rischio DSA.
Strategie di Intervento Immediato
In presenza di indicatori di rischio significativi, la strategia d’elezione è l’intervento di potenziamento a breve termine (della durata di 2-3 mesi). Se, a seguito di un lavoro mirato e sistematico sui prerequisiti (es. giochi fonologici, ritmici, o di coordinazione visuo-spaziale), il bambino mostra un potenziale miglioramento e risponde positivamente all’ambiente, si tratterà verosimilmente di un ritardo maturazionale. Se la resistenza all’insegnamento persiste, sarà opportuno pianificare un approfondimento clinico d’intesa con gli specialisti.
Bibliografia di Riferimento (Fonti Esterne)
- G. Stella, L. Grandi, Come leggere la dislessia e i DSA (Giunti Scuola). Testo fondamentale per l’identificazione precoce degli indicatori di rischio nei contesti educativi.
- C. Cornoldi, S. Poli, D. Lucangeli, I prerequisiti dei disturbi dell’apprendimento (Erickson). Un manuale scientifico e operativo per la valutazione e il potenziamento delle abilità cognitive di base.
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